The Libretto used in Alice Gosti’s How to become a partisan, which was produced through Velocity’s Made in Seattle program and premiered April 25, 2015.

Alvaro Valsenti 93 – by Alice Gosti

[ENGL]

In the dark matter, sunflowers turn to the sun for a season
die and rot in a mash of putrified brown gold
is it for me
is it for us
is it for them
now
yesterday
ancient times

I’ll ask the cobble stones to rock me to sleep tonight,
cover me with a sense of solidified purpose
I’ll ask them – who is my mother?

In the woods, the sun never shines
hunched over he collects shiny things
and a herd full of liars may get you killed

I’ll ask the Cyclops is it time?
will you adopt me and show me how to build the megalithic walls
which will protects us from the eye
who did it? (nobody)
who did it? (nobody)

I’ve got one I
yet I can smell the rot from under my feet

A creature casts its shadows on the memories of the past
it twitches at every step. It tries to keep dark those matters that one must forget

Ask me then to fill up a tank with red poppies
Ask me where are the golden steps

I will look twice over my right shoulder
and vomit ancestral weapons of soldiers, dead more than once
they walk in silence while their tails keep away the flies and mosquitoes

Rocks record the directions
they know
they know the south and the north, the left and the right,
the stones know

And his ninety years of courage now cries out loud

[ITA]

Nella materia scura, per una stagione i girasoli si girano verso il sole
muoiono e ammuffiscono in un mucchio pietrificato di oro marrone
e’ per me
e’ per noi
e’ per loro
ora
ieri
in tempi antichi

Chiederò hai mattoni di cullarmi a dormire stanotte
ricoprirmi con una sensazione di solidificata ambizione
gli chiederò di dirmi chi e’ mia madre

Nei boschi dove il sole non sorge mai
piegato, lui raccoglie oggetti luminosi
ma una mandria piena di bugiardi potrebbe ucciderti

Chiederò ai ciclopi se e’ giunto il momento
vorranno finalmente adottarmi ed insegnarmi come costruire le mura megalitiche
capaci di proteggerci dall’occhio
chi e’ stato? (nessuno)
chi e’ stato? (nessuno)

Mi e’ rimasto solo un occhio
ma posso odorare la muffa da sotto i miei piedi

Una creatura impone la sua ombra sulle memorie del passato
si scuote ad ogni passo, mentre cerca di mantenere nell’oscurità ciò che deve restare
dimenticato

Chiedetemi di riempire il carro armato di papaveri rossi
Chiedetemi dov’e’ la scalinata d’oro

Guarderò due volte oltre la mia spalla destra
e vomiterò armi ancestrali di soldati morti più di una volta
camminano in silenzio, mentre le loro code scacciano le mosche e le zanzare

Le rocce hanno collezionato le direzioni
sanno dove si trova il sud ed il nord, ed anche la destra e la sinistra
alla fine di tutto, sono solo le rocce che lo sanno

In quei novanta anni
il puro coraggio di piangere ad alta voce

Bella Ciao

[ITA]

Una mattina mi son svegliato
o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.
O partigiano, portami via,
o bella ciao…
o partigiano, portami via
che mi sento di morir.
E se io muoio da partigiano
o bella ciao…
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.
Mi seppellirai lassu in montagna,
o bella ciao…
mi seppellirai lassu in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.
E la gente che passera,
o bella ciao…
e la gente che passera
dira “o che bel fior!”
E questo e il fiore del partigiano
o bella ciao…
morto per la liberta
e questo e il fiore del partigiano
morto per la liberta.

[ENG]

One morning I woke up
goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful,
goodbye
one morning I woke up
and I found the invader
Oh partisan take me away
goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful,
goodbye
oh partisan take me away
that I’m feeling like dying
And if I die as partisan
goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful,
goodbye
and if I die as partisan
you must bury me
You will bury me over there, on the mountain
goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful,
goodbye
you will bury me over there on the mountain
under the shadow of a wonderful flower
And all the people passing by
goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful,
goodbye
and all the people passing by
will say “what a wonderful flower!”
Ad this is the flower of the partisan
goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful, goodbye my Beautiful,
goodbye
dead for our freedom
and this is the flower of the partisan
dead for our freedom.

Alla Mattina appena alzata

Alla mattina appena alzata
O bella ciao bella ciao bella ciao, ciao,ciao
Alla mattina appena alzata
In risaia mi tocca andar
E fra gli insetti e le zanzare
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
E fra gli insetti e le zanzare
Un dur lavoro mi tocca far
Il capo in piedi col suo bastone
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
Il capo in piedi col suo bastone
E noi curve a lavorar
O mamma mia o che tormento
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
O mamma mia o che tormento
Io t’invoco ogni doman
Ma verrà un giorno che tutte quante
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
Ma verrà un giorno che tutte quante
Lavoreremo in libertà.

Bella Ciao, “If I die”
If I die, will you bury me?
“My life, My soul, My surer self to me”
When I die, will you bury me under the
shadow of a beautiful flower?

This flower will be the life I lead

Over the mountain
You must carry me
To where the sun of the future rises

And I will be that setting sun
I will be the cold.

Canto degli ultimi partigiani

Sulla spalletta del ponte
Le teste degli impiccati
Nell’acqua della fonte
La bava degli impiccati.

Sul lastrico del mercato
Le unghie dei fucilati
Sull’erba secca del prato
I denti dei fucilati.

Mordere l’aria mordere i sassi
La nostra carne non è più d’uomini
Mordere l’aria mordere i sassi
Il nostro cuore non è più d’uomini.

Ma noi s’è letta negli occhi dei morti
E sulla terra faremo libertà
Ma l’hanno stretta i pungi dei morti
La giustizia che si farà.

-Frano Fortini

Fischia il vento

Fischia il vento e infuria [urla] la bufera,
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.
A conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.

Ogni contrada è patria del ribelle,
ogni donna a lui dona un sospir,
nella notte lo guidano le stelle
forte il cuore e il braccio nel colpir.

Se ci coglie la crudele morte,
dura vendetta verrà dal partigian;
ormai sicura è [già] la dura sorte
del fascista vile traditor.

Cessa il vento, calma è la bufera,
torna a casa il fiero partigian,
sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi e alfin liberi siam.

– Felice Cascione

Valdossola

E il tuo fucile sopra l’erba del pascolo.

Qui siamo giunti
Siamo gli ultimi noi
Questo silenzio che cosa.

Verranno ora
Verranno.

E il tuo fucile nell’acqua della fontana.

Ottobre vento amaro
La nuvola è sul monte
Chi parlerà per noi.

Verranno ora
Verranno.

Inverno ultimo anno
Le mani cieche la fronte
E nessun grido più

E il tuo fucile sotto la pietra di neve.

Verranno ora
Verranno.

-Franco Fortini

E questo e il sonno

E questo è il sonno, edera nera, nostra
Corona: presto saremo beati In una
madre inesistente, schiuse Nel buio le
labbra sfinite, sepolti.

E quel che odi poi, non sai se ascolti Da
vie di neve in fuga un canto o un vento,

O è in te e dilaga e parla la sorgente
Cupa tua, l’onda vaga tua del niente.

-Frano Fortini

Coro di deportati

Quando il ghiaccio striderà
Dentro le rive verdi, e romperanno
Dai celesti d’aria amara
Nelle pozze delle carraie
Globi barbari di primavera

Noi saremo lontani.

Vorremmo tornare e guardare,
Carezzare il trifoglio dei prati,
Gli stipiti della casa nuova,
Piangere di pietà
Dove passò nostra madre:

Invece saremo lontani.

Invece noi prigionieri
Rideremo senza requie
E odieremo fin dove le lame
Dei coltelli s’impugnano.
Maledetto chi ci conduce

Lontano, sempre lontano.

E quando saremo tornati
l’erba pazza sarà nei cortili,
E il fiato dei morti nell’aria.
Le rughe sopra le mani,
La ruggine sopra i badili:

E ancora saremo lontani.

Saremo ancora lontani
Dal viso che in sogno ci accoglie
Qui, stanchi d’odio e d’amore.
Ma verranno nuove le mani
Come vengono nuove le foglie

Ora ai nostri campi lontani.

Ma la gemma s’aprirà,
E la fonte parlerà, come una volta.
Splenderai, pietra sepolta,
Nostro antico cuore umano,
Scheggia cruda, legge nuda,

All’occhio del cielo lontano.

-Franco Fortin

Song of the last partisans

On the curve of the bridge
The heads of the hanged
In the fountain water
The drool of the hanged

On the market pavement
The nails of those shot
On the dry field grass
The teeth of those shot

To bite the air to bite the rocks
Our flesh is no longer of men
To bite the air to bite the rocks
Our heart is no longer of men

But we’ve read it in the eyes of the dead
And we’ll have liberty on the ground
But they’ve clenched the fists of the dead
The justice that will be done

-translation by David Mingolla

The wind whistles

The wind whistles, the storm rages,
our shoes are broken but we must march on,
to conquer the red spring,
where the sun of the future rises.
To conquer the red spring,
where the sun of the future rises.

Every country is home to the rebel,
every woman has a sigh for him,
the stars guide him through the night,
strong his heart and his arm when they strike.

If cruel death catches us
harsh revenge will come from the partisan
already certain is the harsh fate
of the vile treasonous fascist.

The wind stops and the storm calms,
the proud partisan returns home,
blowing in the wind his red flag,
victorious, at last free we are.

-translation by David Mingolla

Valdossola

And your rifle above the pasture grass.

We’ve come here
We’re the very last ones
What is this silence.

They’re coming now
They’re coming.

And your rifle in the fountain’s water.

Bitter October wind
The cloud is on the mountain
Who will speak for us

They’re coming now
They’re coming.

Winter the last year
The blind hands the front
And no more yelling

And your rifle under the snow drift

They’re coming now
They’re coming.

-translation by David Mingolla

And this is sleep

And this is sleep, black ivy, our
Crown: soon we’ll be blessed
By a distant mother, parted
Worn out lips in the dark, buried.

It’s what you hate, unsure if you listen
To a song or a gust flying from snowy streets,

Or it’s in you and your dark spring
speaks and overflows, your dim wave of nothing.

-translation by David Mingolla

Chorus of deportees

When the ice groans
In the green banks and they break
From the bitter air above
In the carts muddy tracks
Savage worlds of spring

We’ll be far away

We’d want to return and watch
To caress the field clovers
The door frames of a new home
To cry in pity
Where our mother passed

Instead we’ll be far away

Instead we prisoners
Will laugh restlessly
And we’ll hate until
Knife blades are drawn
That bastard that leads us

Far away always far away

And when we have returned
Crazy weeds will grow in the courts
And the stench of death in the air
The wrinkles on the hands
The rust on the shovels

And still we’ll be far away

We’ll still be far away
From the face that welcomes us here
In dreams weary of hate and love
But hands will come anew
As leaves will come anew

Now to our distant camps

But the bud will flower
And the fountain will talk like long ago
You’ll shine buried stone
Our ancient human heart
Crude splinter naked law

At the eye of the distant heavens

-translation by David Mingolla

Featured image by Tim Summers

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